venerdì 22 novembre 2013

Tanta delusione in quel di...Barcellona

Una delle poche foto "salvate" dal mio ragazzo
Buongiorno ragazzi.
La vostra guida è ancora viva ma è molto, molto arrabbiata. 
Come potete vedere, quello di oggi è un titolo forte, ma necessario per potervi raccontare quanto successo in 3 giorni là, nella terra dei tori neri e delle ballerine di flamenco.
Barcellona.
Abbiamo scelto questa incantevole città per poter trascorrere, io e il mio ragazzo, un felice anniversario di fidanzamento dopo 4 anni di amore.
Insomma, cose affettuose che tanto piacciono ai fan misantropi.

Questa non sarà una guida, piuttosto una lamentela delle mie verso una città indubbiamente fantastica ma che, come spesso succede, finisce con l'essere rovinata da chi la frequenta.
Un po' come la nostra Italia, diciamocelo.
Se i primi due giorni sono stati d'incanto, il terzo si è rivelato una vera e propria tragedia: io, come molti altri prima e dopo di me, sono stata vittima di un borseggio.
Ma procediamo con calma, che è meglio.

Tutto inizia con il mio colpo di fulmine per Barcellona.
Siamo partiti da Milano battendo i denti dal freddo e siamo stati accolti da un cielo azzurro limpido, venticello e gabbiani in volo.
La gente era dappertutto, la musica pure; si respirava ovunque odore di salsedine, paella e...serenità.
Davvero, in ventun anni di vita non ho mai provato una sensazione di quel tipo.
Stavo bene, anzi, stavamo entrambi bene, eravamo felici di essere a Barcellona e quasi non volevamo più andarcene.
La prima sera siamo stati accolti con un indescrivibile tramonto rosa sul porto, uno spettacolo che ha lasciato entrambi con gli occhi pieni di amore e ammirazione per un momento così magico.
Il giorno successivo abbiamo girato sulle coloratissime Ramblas, assaporato i sapori del mercato della Boqueria e inspirato la salsedine della Barceloneta.
A concludere la seconda giornata è bastato un giro a Parc Guell, il parco del Gaudì pieno di colori e architetture fantasiose, per innamorarcene definitivamente.
Veri brividi ragazzi, veramente.

Poi, come tutte le belle favole, è accaduto il fattaccio.
Sfiniti dalla nostra passeggiata al parco, ci siamo rifugiati in un locale sulle Ramblas per assaporare le Tapas, piccoli spuntini locali a un prezzo...discutibile.
Tempo di gustare cinque piattini, che mi ritrovo senza borsa.
I due uomini, prima seduti vicino a me, misteriosamente spariti.
È il panico, e io crollo.
Non ho mai vissuto un momento tanto brutto. È stato come un tradimento, una caduta libera verso il baratro. Barcellona, la città di cui mi ero follemente innamorata, mi volta le spalle, rubandomi tutto ciò che possedevo: soldi, cellulare, documenti, occhiali, la reflex che stupidamente avevo lasciato in borsa.

Sì, la mia amata Reffy è ufficialmente perduta.
La cosa che più mi ha ferito, in tutto questo, non è stata tanto la perdita economica (fortunatamente solo 30 euro più eventuali rendite dagli oggetti) quanto, piuttosto, quella affettiva.
In quella macchina fotografica io e il mio ragazzo, appena usciti da una situazione abbastanza brutta, avevamo fatto una serie di fotografie meravigliose insieme, proprio per ricordare quei momenti felici e quei luoghi meravigliosi.
Ogni oggetto all'interno di quella borsa aveva un suo perché, una sua storia con una miriade di ricordi.
Sono bastati cinque, dieci minuti per cancellarli, almeno concretamente, dalla mia vita.

Non voglio cadere nel vittimismo e passo oltre, anche perché non è questo il punto della situazione.
Quello che ci ha lasciato davvero amareggiati, è stato il trattamento successivo che ci hanno riservato i 'caldi' Catalani.
Il mio ragazzo si ritrova con una G. in lacrime, la locandiera che si arrabbia con lui perché dovevamo stare attenti e la polizia che, con un certo menefreghismo, ci da qualche indicazione su come comportarci per poi andarsene.
Insomma, tirando le somme, abbiamo passato una serata da incubo, tra corse alla stazione di polizia, chiamate ai parenti e crisi isteriche.
Tutto questo per ottenere solo un foglio di carta e la tetra notizia che, molto probabilmente, rischiavo di non tornare in Italia a causa dell'assenza di documenti sostitutivi.

Così, l'ultimo giorno a Barcellona l'abbiamo trascorso al Consolato Italiano, altro organo da bruciare con il lanciafiamme.
6 ORE e ripeto 6 ORE, dalle 9 di mattina alle 15 di pomeriggio per stampare un documento d'identità valido per volare, quando noi, in soli 30 MINUTI, con tanto di valige alla mano, siamo riusciti a consegnare all'addetto tutto il documento necessario (ovviamente a spese nostre, ci mancherebbe altro!).
E' seguita una nostra lettera di lamentela alla Farnesina che avranno sicuramente cestinato, come spesso accade.

Questo è stato, in poche parole, il resoconto del mio soggiorno a Barcellona.
Cosa vorrei dire, a una città tanto famosa e agli abitanti che la compongono?
Che sono estremamente delusa, da tutti.
Una volta a casa ho scoperto che Barcellona (e la Spagna in generale) è uno dei luoghi europei con la più alta percentuale di furti (almeno 1 ogni 10/15 MINUTI); ci sono siti che spiegano come tutelarsi da questo problema e altri che raccolgono centinaia e centinaia di testimonianze ASSURDE (ballerine di flamenco che rubano mentre ballano, gente spintonata sui binari per avere la borsa, reflex tolte dal collo da gente in corsa...DI TUTTI I TIPI) che, a fine post, vi linkerò.
E in tutta questa grande Figura di Merda Culturale, perché così possiamo chiamarla, cosa fa la Spagna? Semplice, alza le spalle e ti risponde che “E' un paese complicato” (citazione della guardia del consolato).
Non so voi, Catalani, ma quando vedo le gravi disfunzioni della mia Italia, o le inadempienze dei miei cari “fratelli italiani...medi” io mi nascondo sottoterra dalla vergogna.
Io mi vergogno di loro, ci provo almeno.
Voi, da quel che ho visto (e provato), alzate semplicemente le spalle e andate avanti.

Scopro che spesso la polizia è d'accordo con i ladri o, peggio, non ha voglia di agire per tutelare quei coglioni di turisti che, guarda un po', portano TANTI soldi al tuo paese in crisi nera.
Altre volte sono i negozianti a far finta di niente e a far entrare nel locale i diretti interessati, per poi spartirsi il bottino.
Insomma, omertà e menefreghismo ovunque, ecco quello che ho visto.
Mi chiedo perché, di fronte a un problema tanto pesante, non si prendano seri provvedimenti.
Basta veramente poco, a volte, per migliorare.
Un controllo più serrato sulle strade, per esempio, o guardie nei locali, come si usa fare qui a Milano (da non giustificare, certo, visto che resta nella top ten delle città con furto).
Utilizzo delle videocamere di sicurezza, queste sconosciute e, magari, un trattamento gentile verso il turista che ha perso tutto. Sapete, proprio non guasterebbe.
E i criminali, per favore, cerchiamo di punirli con le dovute maniere, e non con un foglio e una pacca sulla spalla.

So che a fine post qualcuno potrà commentare con le seguenti frasi:
“BUONGIORNO GIULIA! BENVENUTA NEL MONDO!”
“Senti chi parla, la mafiosa italiana.”
“E' ovunque così, cosa credi???"

Non voglio assaltare un paese per poi giustificarne un altro, no.
Che i furti esistano in tutto il mondo e in tutti i modi credo proprio di saperlo.
Io ho avuto modo di provare a Barcellona e di sapere che l'80% dei miei amici e familiari, in quella città, ha subito il medesimo trattamento.
È un bel gioco, provate a indagare anche voi! Risultati assicurati!
Detto ciò, piantiamola di fare i moralisti buonisti della domenica, lunedì e martedì.
Le statistiche, i dati alla mano sugli altri paesi tenetevele per un altro post.
Io quest'oggi vi ho parlato della SPAGNA, anzi, di Barcellona e del mio furto.
Una città esteticamente meravigliosa, ma internamente molto, molto ipocrita.

La vostra

G.


Vi allego qui il sito creato apposta per proteggersi dai furti a Barcellona con annesse guide, testimonianze e consigli. Mi raccomando, visitatela ma con estrema attenzione!!



Un ringraziamento speciale va a Guido, il mio ragazzo nonchè valore più grande della mia vita. 
Ti amo tanto.

5 commenti:

  1. Confermo i furti. Il mio titolare è andato ad agosto e gli han soffiato il blackberry ....
    Spiace molto comunque.

    Un abbraccio.

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  2. Grazie ^^
    E' appurato Virgy, è pieno zeppo di ladri e ben pochi fanno qualcosa.
    Che schifo :(

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  3. Si, purtroppo ultimamente Barcelona si è riempita di ladri/borseggiatori. Colpa dell'incremento allucinante del turismo e dalle leggi spagnole che proteggono questi ladri (se rubi meno di 400 euro non ti fanno niente).

    Barcelona è una bella città da visitare, ma secondo me è sopravvalutata.

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  4. Barcellona, non capisco come fà ad essere una delle città più turistiche al mondo, personalmente per me è abbastanza brutta.

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  5. Mamma mia, c'è ancora gente che visita barcellona? La nuova Acapulco.
    Spiaggia di terra con mare super inquinato, ma che comunque c'è così tanta gente sulla spiaggia che vi toccherà mettere le tovaglie al tibidabo. Ovunque turisti in fila aspettando che si libera il tavolo per mangiare da schifo una paella congelata e bere una sangria Don Simon da fare vomitare.
    Fare un giro sulla Rambla significa prendere tanti di quei spintoni che se non hai fatto a botte prima di arrivare alla fine vinci in premio una prostituta che ti viene a toccare il culo per cercare di fotterti il portafoglio, e se per caso prima di arrivare nella zona prostitute ti fermi a bere una birra, attenzione a cosa ordinate, una birra significa 1 boccale di birra calda da 1 litro che costa 10 euro.
    E poi, sul serio vi piacciono le opere di gaudi come la sagrada familia? ma dai, è un aborto.
    E poi, spero che voi che non avete prenotato nel centro, altrimenti potreste essere fortunati e non dormire per qualche festa che fanno in qualche casa accanto la vostra.
    Attenzione anche a non visitare la zona centrale subito dopo l'arrivo di una nave da crociera, sbarcano migliaia di turisti stile japan con macchina fotografica e faccia da "e ora dove minchia vado" che vi potrebbero circondare e potreste rischiare un infarto per mancanza d'ossigeno.
    E dimenticavo, attenzione ad andare in giro le mattine dei fine settimana senza una maschera d'ossigeno, è usanza che turisti e autoctoni pisciano per strada per la notte, quindi in estate non vi sto a spiegare il bell'odorino.

    Lo so, sono stato troppo cattivo, se proprio volete visitare Barcelona andateci nei mesi invernali, almeno ci sono meno turisti e si può visitare meglio.

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